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Cioccolatini Personalizzati
il cioccolato "puro"

Ci teniamo a dichiarare che tutto il nostro cioccolato è "puro" nel senso che è prodotto esclusivamente con i tre ingredienti fondamentali: cacao, burro di cacao e zucchero.
Dal 2010 non si può più utilizzare la terminologia "cioccolato puro", così ha deciso la Comunità Europea.
Noi in ogni caso ribadiamo che le nostre ricette non contengono grassi vegetali diversi dal burro di cacao.
Invitiamo tutti ad essere più accorti e prestare maggior
attenzione nel leggere gli ingredienti in etichetta.

Per dirimere ogni dubbio sulla diatriba "cioccolato o cioccolato puro ?" abbiamo pensato di ripercorre la strada iniziata anni fa intorno al concetto del cioccolato e della sua definizione.


L'Italia, ultimo baluardo del cioccolato "vero" insieme alla Spagna, anni fa aveva tentato la "carta" del porre il divieto di commercializzazione con la parola "cioccolato" di tutto ciò che era realizzato con grassi diversi dal classico burro di cacao proponendo invece di utilizzare per questi tipi… la parola "surrogato di cioccolato".
Tale posizione è costata una condanna da parte della Corte di Giustizia dell'Unione europea. Secondo la sentenza pronunciata a Lussemburgo dalla Corte europea, infatti, l'utilizzo di queste sostanze non comprometterebbe la qualita' finale.
I giudici di Lussemburgo hanno deciso che "le normative italiana e spagnola sono sproporzionate e violano il principio della libera circolazione delle merci" nell'Unione. Ai due Paesi non resta nessuna possibilita' di ricorso. Non si potra' dunque andare in appello per modificare la decisione. Non resta che rispettare la direttiva. Tuttavia, aggiungono i giudici, se non si puo' imporre che il prodotto venga chiamato "surrogato di cioccolato", e' indispensabile invece un'etichettatura che chiarisca ingredienti e percentuali.
La Corte di Giustizia delle Comunità europee, in data 16 gennaio 2003, nella Causa C-14/00, ha statuito che la Repubblica italiana, nel prevedere che i prodotti di cacao e di cioccolato contenenti sostanze grasse diverse dal burro di cacao, e però legalmente fabbricate in quegli Stati membri che autorizzano l'aggiunta di dette sostanze, debbono essere commercializzati nel nostro paese con la denominazione di "surrogato di cioccolato", è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza dell'articolo 30 del Trattato CE (divenuto in seguito a modifica articolo 28) che vieta fra gli Stati membri le restrizioni quantitative all'importazione nonché qualsiasi misura di effetti equivalente. In effetti, precedentemente al decreto legislativo in oggetto, in Italia la Direttiva 73/241/CEE era stata recepita dalla Legge 351/1976. In base a quest'ultima legge, i prodotti che contengono sostanze grasse diverse dal burro di cacao sono da considerarsi prodotti di imitazione del cioccolato. La Corte di Giustizia ha ritenuto diversamente, affermando che una corretta informazione del consumatore sulla presenza di grassi vegetali diversi dal burro di cacao fosse sufficiente a garantirlo.

Cioccolatini Personalizzati - divisione di Chococlub srl - via S. Croce 10 - 27029 Vigevano (PV) tel. +39 0381.74743 Cell. 349.1558931 P.Iva 02766910042
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Non invece la denominazione differente che, a suo giudizio, configura una violazione del principio di libera circolazione delle merci.
In seguito a questa condanna quindi, l'Italia è stata costretta a recepire la direttiva CEE tanto contestata dagli appassionati di cioccolato e quindi… da ora in poi anche nel nostro Paese, il cioccolato potra' essere realizzato utilizzando grassi diversi da quello "originale". I giudici europei hanno infatti stabilito che l'aggiunta nella produzione di cioccolato di sostanze grasse vegetali diverse dal burro di cacao "non modifica la natura del prodotto e l'indicazione sull'etichettatura e' sufficiente per garantire una corretta informazione dei consumatori".
In ogni caso i prodotti in cioccolato che contengono grassi vegetali diversi dal burro di cacao si chiameranno cioccolato, come chiede la direttiva europea, ma avranno scritto chiaramente queste parole: "contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao"; parole chiare e semplici, che informano i consumatori.

L'Italia però ha utilizzato una sorta di escamotage per tutelare al massimo il vero cioccolato definito "cioccolato puro".
Il decreto legislativo che ha recepito la normativa CEE, ha inserito la dicitura "cioccolato puro" per definire il cioccolato prodotto con il solo burro di cacao e non con altri grassi vegetali diversi.
L'astuzia degna di nota è arrivata dal Ministro Alemanno che ha proposto tale definizione non come "categoria di cioccolato" ma come "diciture o aggettivi relativi a criteri di qualità"… una sottile differenza che però ci tutela verso possibili richiami dalla Corte di Giustizia anche se ci permettere di giungere al medesimo risultato: discriminare tra cioccolato con 100% burro di cacao e "cioccolato" con aggiunta di grassi diversi dal nobile burro di cacao.

nel 2010 però... colpo di scena.. Bocciato il cioccolato puro italiano, quello vero e genuino, quello buono, quello fatto di solo cacao, burro di cacao e zucchero.
Dunque, per Bruxelles si può alzare artificialmente il livello di alcol del vino con lo zucchero e invecchiarlo con pezzi di legno o di segatura al posto della classica maturazione in botti di rovere. Di più: si arriva all'assurdo di permettere la circolazione del vino senza vino, cioè senza uva, con i ribes e i lamponi che sostituiscono i grappoli. Ma per il nostro cioccolato non si può scrivere «puro» sull'etichetta.
«É l'evidente dimostrazione di un comportamento contraddittorio che spesso mette in difficoltà i prodotti del Made in Italy, provocando un grave danno economico», afferma la Coldiretti, che non ha preso molto bene la lettera di messa in mora inviata dalla Commissione europea. La Ue diffida infatti i produttori italiani a continuare a utilizzare sulle tavolette la denominazione 'cioccolato puro': si violerebbe il diritto europeo, come indicato nella sentenza contro l'Italia della Corte di giustizia del 25 novembre 2010. Quella scritta serviva per differenziare il cioccolato vero, a base di solo burro di cacao, dagli alimenti che contengono grassi vegetali come succedanei. Ma non si può più usare.
A subire gli effetti delle normative comunitarie sono stati numerosi altri prodotti e, a loro insaputa, molti consumatori. Per effetto della normativa comunitaria e nazionale è già Oltre al vino e al latte finti, sugli scaffali dei supermercati girano con il visto Ue pure le aranciate con solo il 12 per cento di succo di agrumi.